Q.U.B.E. 2: il nuovo puzzle fra cubi e piattaforme

Q.U.B.E. 2



Chi apprezza i puzzle game non può fare a meno di prendere parte all’avventura di gioco di Q.U.B.E. 2, seconda edizione di una serie particolarmente interessante, un sequel uscito il 13 marzo che si presenta veramente bene, dopo il successo ottenuto dal primo capitolo. Se i giochi puzzle ci coinvolgono, non possiamo perdere anche questo nuovo episodio, realizzato dallo studio Toxic Games. È stato necessario qualche anno prima di vedere all’opera un nuovo capitolo della serie, ma il risultato sembra davvero positivo.

Il gameplay di Q.U.B.E. 2

Il gioco si svolge con una visuale d’azione in prima persona. Il protagonista è un personaggio che indossa una tuta molto particolare, capace di interagire attivamente con alcuni strumenti. Questi ultimi danno la possibilità di creare dei cubi colorati in modo differente tra di loro e con specifiche funzionalità.



L’azione di gioco si svolge in un’ambientazione tipica dei giochi di questo genere, piena di stanze e luoghi misteriosi, il tutto in una location labirintica con la quale dovremmo fin dall’inizio prendere confidenza.

La trama è stata potenziata

La protagonista del gioco è Amelia Cross, un’archeologa che si risveglia all’improvviso con la tuta della quale abbiamo parlato. Amelia non sa come sia finita all’interno di questa ambientazione. All’inizio del gioco la trama parte con un contatto con Emma Sutcliffe, il comandante, che spiega all’archeologa l’obiettivo della sua missione.

Amelia dovrà infatti esplorare l’ambientazione e scoprire tutti i dettagli in relazione ad una torre misteriosa che si trova proprio sullo strano pianeta in cui la protagonista si trova.



Nel corso del gioco avremo a che fare con degli oggetti che hanno delle specifiche funzionalità. Tutto si svolge in modo graduale, con una grande attenzione per la nuova trama, davvero potenziata rispetto al primo capitolo. Nel tempo aumenterà il livello degli enigmi che dovremo cercare di risolvere per terminare il gioco. Tutto avviene con una gestione della complessità di gioco ottimale.

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